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Case EAUTARCIE

Testimonianza dall’Andalusia

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Dopo aver letto questa testimonianza, si arriva a capire il potenziale delle tecniche EAUTARCIE. In un ambiente senz'acqua, il sistema PLUVALOR ha permesso attività esigenti dal punto di vista idrico, che sarebbero state altrimenti impossibili. Il lettore può anche osservare il costo degli errori riguardo l'acqua potabile, quando i principi alla base del sistema PLUVALOR non sono accettati a titolo definitivo. È istruttivo leggere le reazioni dei turisti al Gabinetto per Compostaggio a secco (GCS) in una residenza rurale.

Per vedere esempi di case EAUTARCIE che sono autosufficienti e autosufficiente in termini di consumo di acqua, clicca qui.

Prima pubblicazione del testo di questa pagina www.eautarcie.com: 2009

Adattamento del testo originale e pubblicato la prima volta nel www.eautarcie.org: 2017-03-07

Aggiornato: 2017-03-07

Una testimonianza dall’Andalusia

Introduzione

Siamo situati in Andalusia nel piccolo villaggio di Villanueva de Tapia, a meno di un'ora dall'aeroporto di Malaga e di Granada. Si tratta di un sito completamente isolato, senza distribuzione di acqua, elettricità, fognature o telefono. Quindi abbiamo accettato la sfida di riuscire a vivere in modo indipendente, ma rendendo anche il progetto accessibile al pubblico.

Per unirvi a noi, contattare:
http://ecogite-insolite-andalousie.over-blog.com/pages/Accueil-7594453.html

Attualmente offriamo la possibilità di piantare una tenda, il soggiorno in una Yurta, in una camera d’ostello o in uno studio.

La falda freatica si trova a più di 150 m di profondità, contenente un acqua calcarea e salmastra, così abbiamo rinunciato a perforare per un pozzo.

In Andalusia, la gente tende a dire che non piove mai e in ogni caso, non abbastanza. Questa non fu la nostra conclusione. Anche se proveniamo dal Nord Europa è chiaro che qui la pioggia è tutt'altro che trascurabile, anche se le precipitazioni sono distribuite nel corso dell'anno in modo più irregolare.

Nel primo anno, abbiamo avuto delle precipitazioni di 15-35 litri per metro quadrato. Per raccogliere pioggia, abbiamo equipaggiato di grondaie tutti i tetti disponibili. Non riuscendo a trovare cisterne in cemento ne abbiamo costruita una. E’stata sigillata e intonacata con malta di cemento/calce.

Il primo inverno, la nostra cisterna di 11 mc ha traboccato. Era evidentemente sottodimensionata. Questo ci ha mostrato che, per noi, l'unica soluzione realistica era il recupero delle acque piovane. Siamo stati quindi felici di abbandonare la difficoltà di andare a prendere l'acqua al villaggio vicino per soddisfare le nostre esigenze personali.

Con la scoperta del sito EAUTARCIE del professor Országh, ci siamo resi conto che l'autonomia idrica era a portata di mano. Questo è diventato il nostro obiettivo. Nonostante le raccomandazioni del sito EAUTARCIE inizialmente non abbiamo avuto fiducia nella qualità potabile della nostra acqua filtrata. Impossibilitati nel trovare un laboratorio per analizzare l'acqua, abbiamo continuato a riempire le nostre bottiglie alle fonti del villaggio per un anno.

Soltanto alla fine del novembre 2008, siamo stati in grado di trovare una farmacia per testare l'acqua. Con nostro grande sollievo, l'analisi della nostra acqua piovana filtrata è risultata positiva: rispondeva alle norme spagnole per l'acqua potabile.

Confidando fin dall'inizio nel sistema EAUTARCIE, avremmo potuto risparmiare almeno un anno sul costo dell’acqua potabile. Ora siamo pienamente d'accordo con il signor Országh quando afferma che «in un prossimo futuro, l'unica fonte di acqua potabile di qualità disponibile a tutti, sarà la pioggia.» Questo succede già in Andalusia.

Per la nostra autonomia (famiglia + ospiti), abbiamo installato una cisterna con una capacità di circa 40 mc, che sembra essere ancora troppo piccola per contenere tutta l'acqua che cade sul tetto. Probabilmente a causa dell’irregolarità delle precipitazioni.


Paesaggio tipico dell'Andalusia.

Caratteristiche tecniche della nostra struttura

Superficie del tetto

Casa: 75 mq, pannelli solari: 7.2 mq, diversi piccoli tetti: 6 mq, gradi chalet: 25.38 mq. Un totale di 114 mq.

Riserva d’acqua

Si ottiene con diversi serbatoi:

Una capacità di stoccaggio totale di 39 mc, dove 31 mc sono collegati direttamente al tetto.

Attrezzatura


Cisterna da 11 mc durante la costruzione.


Vasca di sedimentazione a monte del serbatoio.

Depurazione delle acque grigie

Dallo studio

Le acque grigie prodotte dallo studio passano attraverso un filtro sgrassante pieno di paglia poi entrano in una vasca cilindrica di cemento di 1 m di profondità e 80 cm di diametro. I materiali si depositano nel fondo. Il troppo pieno scola in una seconda vasca dove l'acqua viene pompata per finire depositata in una cisterna che verrà utilizzata per inumidire il compost, per irrigare l’orto e gli ulivi.

Le acque dello chalet

Le acque grigie dello chalet passano attraverso tre bacini con piante filtranti (piante acquatiche) con un dislivello di 40 cm di vasca in vasca. In ogni bacino, l'acqua filtrata sale dal basso verso l’alto attraversando 4 strati di inerti. Ogni serbatoio contiene uno strato di grosse pietre, coperto con uno strato di roccia vulcanica, ghiaia e infine con uno strato di sabbia. Le piante filtranti sono state prelevate nel ruscello che scorre in fondo al nostro terreno.

L’acqua del quarto bacino viene utilizzata per l'irrigazione.


Bacini filtranti per le acque grigie

Analisi della nostra acqua piovana filtrata

Parametri Unitá Valeuri Norme per l'acqua potabile
Colore   0,2 alcuna norma
Odere   normale da 3 a 25°C alcuna norma
Torbidità FNU 2 <1
Conduccibilità µS/cm 163,6 <400
pH - 7,53 6,5 a 9,5
Ammonio (NH4+) mg/litro 0,017 <0,5
Ione nitrito (NO2-) mg/litro 0,020 <0,5

Batteri totale

     
a 22°C
a 37°C

Ufc/ml
Ufc/ml

40
38
<100
<100
Escherichia coli Ufc/ml assente alcuna norma
Colformi totali Ufc/ml assente alcuna norma
Coliformi fecali Ufc/ml assente alcuna norma

Testimonianze dei nostri ospiti su acqua e gabinetti a secco

  1. Dopo il loro passaggio da noi, una coppia con i loro tre bambini di 3, 6 e 9 anni, hanno deciso di rimuovere il loro water a sciacquone di casa rimpiazzandolo con un gabinetto per compostaggio a secco.
  2. Un padre che vive da solo con i suoi due bambini di 9 e 15 anni mi ha chiesto di sensibilizzare i suoi figli sull'uso di acqua ed energia. « Se il consiglio non viene dai genitori, i bambini ascoltano di più, sono più attenti e danno un maggior peso a ciò che gli viene consigliato » – afferma il padre. A suo parere, rilevare il consumo di acqua all’arrivo e alla fine della loro permanenza è stata una buona idea. Quindi, possiamo calcolare il consumo medio per persona al giorno e quindi seguirlo ogni giorno, se lo si desidera. Ho anche spiegato le semplici azioni e responsabilità per un risparmio energetico. Il papà, che vive a Parigi, aveva già sentito parlare dei gabinetti a secco e voleva mettersi in azione facendo scoprire il nostro ambiente ai suoi figli.
  3. Una coppia si è resa conto che ognuno di loro poteva farsi la doccia con tre litri di acqua, sufficiente a riempire due bottiglie da 1,5 litri.
  4. Una coppia con due bambini (di 4 anni e mezzo e di 5 anni e mezzo) ha insistito per venire da noi per sensibilizzare i bambini riguardo all’economia dell'acqua. Di solito lasciavano il rubinetto aperto mentre ci si lavava i denti, scorrere l'acqua della doccia mentre si insaponavano e non spegnevano le luci quando si lasciava una stanza. Da noi, dopo meno di tre giorni, i bambini capirono l'importanza del risparmio e la loro madre era molto soddisfatta.
  5. Un’altra coppia è venuta da noi con due bambini. Il marito voleva installare nella propria abitazione gabinetti per compostaggio a secco contro il parere della moglie e dei figli. Gli « oppositori » sono stati sorpresi di constatare che anche a una temperatura superiore a 35°C, non c'erano mosche o odori né in bagno, né vicino al compost.

Riguardo ai gabinetti a secco, la mancanza di odore sembra essere l'argomento decisivo per la maggior parte delle famiglie.


Il gabinetto per compostaggio a secco degli ospiti.

L’acqua da bere

Dal nostro arrivo in Spagna, acquistiamo bottiglie d'acqua solo per rinnovare il nostro lotto di bottiglie per la conservazione. Durante il primo anno, queste bottiglie sono servite per trasportare l'acqua (clorata) prelevata da un rubinetto pubblico del paese.

Dopo aver consumato per qualche tempo l’acqua della distribuzione pubblica, abbiamo preferito prendere l'acqua da bere da una fonte,segnalata dagli anziani del paese, erogante acqua dolce e apparentemente di buona qualità. Abbiamo preferito questa acqua nonostante il fatto che ufficialmente fosse stata dichiarata « non potabile ».

L'estate seguente il flusso della « nostra fonte » è diventato un rigagnolo. Così ci siamo approvvigionati presso un'altra fonte di alimentazione situata più lontano. Come previsto, anche l'acqua di questa sorgente è stata dichiarata « non potabile ». Questo non ci ha impedito di prelevare l'acqua. Gli spagnoli hanno fatto lo stesso. L'acqua di questa sorgente aveva un sapore gradevole, ma ci ha fatto andare molto in bagno.

Incuriosito dagli effetti sulla salute di quest'acqua, ho richiesto un’analisi da parte dell'amministrazione comunale. Così abbiamo appreso che entrambe le fonti rilasciano acqua con livelli di nitrati superiori al limite legale di 50 mg/l.

Allo stesso tempo, ho anche fatto analizzare la nostra acqua piovana da un farmacista con i risultati riportati sopra. Triste a dirsi, ma ho dovuto aspettare più di un anno per realizzare che la qualità dell’acqua del nostro serbatoio era di gran lunga superiore a quella dell'acqua di rubinetto, ma anche di quella delle fonti del paese . Ora siamo convinti e abbiamo deciso di bere la nostra acqua piovana filtrata. Quindi disporre di acqua potabile di qualità è possibile con mezzi semplici.

Alcuni esempi di problemi di acqua in Andalusia

Forti della nostra esperienza, siamo finiti per interessarci dei problemi d’acqua del paese vicino. Così ho appreso che la falda freatica della zona è fortemente inquinata dai nitrati. Gli abitanti sono alimentati con acqua potabile fornita con autocisterne.

Questo stesso scenario potrebbe accadere in altre città andaluse, a seguito dell’agricoltura intensiva. Già ora la carenza di acqua sta gradualmente prendendo piede: alcuni villaggi sono privi di acqua per periodi fino a 15 giorni.

Durante uno dei nostri viaggi estivi, decidemmo di andare a vedere il lago « Pantano del Agujero » nei pressi di Malaga. All'arrivo sul posto, nonostante una scritta sul muro indicasse « Pantano del Agujero », nessuno specchio d'acqua era visibile. Interrogando un passante spagnolo avemmo la conferma che eravamo davvero vicino al lago indicato sulla mappa. Invece dell’acqua, una profonda valle si offriva ai nostri occhi con la vegetazione sul fondo. Questa visione ci lasciò credere che da molto tempo non c’era più acqua in questa riserva.

Questo lago/riserva/ bacino era stato progettato per la fornitura di acqua potabile ad una parte della provincia di Siviglia e Cordoba. Era stato creato nel 1979 da Franco.


Pantano del Agujero – all dried up

Alcune domande a cui ho risposto per conto di un inchiesta condotta da una guida alle vacanze ecologiche – con soggetto l'acqua

Avete rubinetti o docce a basso flusso?

Sì, anche perchè lo scaldabagno a gas non permette che il passaggio di cinque litri al minuto.

Avete dei water a due velocità o a basso consumo di acqua?

Non abbiamo water a sciacquone, ma solo gabinetti a lettiera che, invece di acqua, utilizzano trucioli di legno, un sottoprodotto del taglio del legname.

Avete un sistema di recupero dell’acqua piovana?

Sì. Ogni metro quadrato di tetto è messo a contributo per la raccolta delle acque piovane. E 'la nostra unica fonte di acqua. Non abbiamo altre alternative, ma è sufficiente. Non restiamo mai a corto di acqua.

Avete un sistema per il riciclaggio delle acque grigie?

Sì. Tutta l'acqua grigia prodotta viene depurata e utilizzata per irrigare l’orto, il frutteto e anche per inumidire il cumulo del compost. Non possiamo permetterci di sprecare l'acqua, così preziosa in Andalusia.

L'acqua grigia depurata è immagazzinata in un serbatoio. Pertanto, è disponibile quando ne abbiamo bisogno.

Avete preso altre misure che non figurano sopra, per ridurre o gestire il consumo di acqua?

All'arrivo, gli ospiti vengono informati della mancanza di collegamento degli edifici alla rete di distribuzione idrica pubblica. Noi facciamo notare anche il fatto che non ci sono nè pozzi, nè fonti sorgenti sulla nostra proprietà. Tutta l'acqua utilizzata proviene da cisterne di acqua piovana.

La quantità è limitata, la conservazione dell'acqua è necessaria. Se le cisterne rimangono a secco, si dovrà rifornirsi di acqua nel paese, e sarebbe costoso per tutti.

Questo è ciò che giustifica la collocazione di un contatore dell'acqua che ci aiuta a monitorare l'utilizzo e la gestione delle riserve. Da noi, i gesti di buon uso dell'acqua si imparano per esperienza vissuta. Questa è una buona scuola di gestione responsabile che può anche essere praticata a casa dopo le vacanze.

Il calcolo del consumo giornaliero per persona non è solo un indizio prezioso per adeguare il proprio comportamento ma anche, soprattutto per i bambini, un'attività aritmetica divertente applicata all'ecologia nella vita di tutti i giorni.

Gli ospiti sono a volte sorpresi di apprendere che il loro uso per l'igiene personale finisce per stabilirsi intorno a 20 litri al giorno per persona. Questo è meno della metà dell’acqua consumata a casa. La cucina consuma solo 5 litri al giorno per persona. Ai miei clienti dico anche che la collocazione di un gabinetto a secco a casa, ridurrebbe le bollette dell'acqua di circa il 30%.

A casa nostra le vacanze, sono anche un’introduzione all'ecologia.

Da Véronique
Villanueva de Tapia, il 25 gennaio 2009.

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